06 febbraio 2017

Etichettatura 101

Etichettatura: tutto quello che c'è da sapere, Regolamento UE 1169/2011 alla mano


Hey guys!
Vi scrivo da una nebbiosa e uggiosa Venezia.
Oh, per tutto il resto dell’inverno abbiamo avuto delle bellissime giornate, anche quando al Tg si vedeva il resto d’Italia nella morse del maltempo. Noi, qui, era come se fosse primavera, se non per il fatto che era molto freddo.

Avrei dovuto scrivere ieri questo post, ma dopo pranzo ho avuto la malsana idea di fare il burro d’arachidi. Quindi, a rigor di logica, bisogna sbucciare gli arachidi. Beh … 2 ore mi ci son volute per sbucciare 750 gr di prodotto.  *A SHITLOAD OF TIME!*  Scusate il francesismo, ma rende perfettamente l’idea. I miei polpastrelli erano in rivolta. Se mai dovessi venderlo questo mio burro d’arachidi, costerebbe oro!
Nel frattempo stavo ascoltando il film/documentario “Fitteston earth”. L’avete mai visto? Parla dei CrossFit Games 2015 e intervista i migliori atleti. PURA FOLLIA. Le prove fisiche a cui queste persone si sottopongono … SPEACHLESS. A parte le donne che sembravano uomini, era interessante per vedere soprattutto il modo di pensare di questi atleti. Lo stile è “ Mind over matter”. Mi piacerebbe tanto parlarne con voi, ma è tutta un’altra storia.
Oggi siamo qui per parlare di etichettatura! Quali informazioni sono contenute in etichetta, o dovrebbero essere contenute, come leggerle ed interpretarle. Argomento utile a tutti, immagino, no?

Etichettatura


L’etichettatura è normata a livello europeo dal Regolamento UE 1169/2011. Questo regolamento sostituisce la direttiva del 2000 sull'etichettatura.
Una direttiva è un documento che ha come destinatari gli stati, è obbligatorio nei risultati da ottenere, ha bisogno di normative nazionali per poter essere effettivo.
Un regolamento è un documento che è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è direttamente efficacie. 
Ci sono voluti circa 5 anni, dalla prima entrata in vigore del Reg. UE 1169/2011, il 25 ottobre 2011, per una completa applicazione. Con lo scorso dicembre, tutto il regolamento è entrato in vigore. L’ultimo step è stato quello della tabella nutrizionale. Grazie a questo graduale adattamento, tutti gli stati e tutti i produttori hanno avuto il tempo per organizzarsi.  Quindi questo regolamento va ad unificare e migliorare una serie di norme che erano in vigore prima.


Il motivo per la redazione di un documento come il Reg. UE 1169/2011? 

  • Armonizzare tutti gli stati membri dell’Unione Europea
  • Avere una sola normativa semplice e chiara
  • Tutelare nel miglior modo possibile i consumatori
  • Si applica a tutti gli alimenti destinati al consumo finale che non sono regolati da una normativa specifica, come le carni bovine e i prodotti della pesca
  • Stabilisce chi è il responsabile delle informazioni che finiscono in etichetta, quindi chi viene sanzionato in caso di non conformità

Informazioni obbligatorie in etichetta

  • La denominazione dell’alimento;
  • L’elenco degli ingredienti;
  • Qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico che provochi allergie o intolleranze
  • La quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti;
  • La quantità netta dell’alimento;
  • Il termine minimo di conservazione o la data di scadenza;
  • Le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego;
  • Il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare
  • Il paese d’origine o il luogo di provenienza
  • Le istruzioni per l’uso, per i casi in cui la loro omissione renderebbe difficile un uso adeguato dell’alimento;
  • Il titolo alcolometrico per le bevande che contengono più di 1,2 % di alcol in volume;
  • Una dichiarazione nutrizionale 

Etichettatura alimenti

L’elenco degli ingredienti

Gli ingredienti devono essere disposti in ordine decrescente di quantità. Deve essere indicata la percentuale degli ingredienti ritenuti caratterizzanti. Ad esempio, nei cereali alla nocciola, la nocciola negli ingredienti deve avere tra parentesi la %. Lo stesso vale ad esempio per i prodotti all’olio di oliva, come possono essere grissini o taralli. Negli ingredienti l’olio di oliva deve essere in %.

Devono essere posti bene in evidenza gli allergeni ad esempio in grassetto, sottolineato. Questo per tutelare la salute dei consumatori e perché sono sempre più frequenti casi di intolleranze alimentari o allergie.

Alcuni ingredienti ricorrenti:

Acido ascorbico altro non è che la vitamina C che si trova nel succo di limone. Solitamente viene usato come conservante. Non è nocivo per la salute, ma spesso deriva dal mais, quindi attenzione a chi è allergico al mais.

Olii idrogenati: sono gli oli vegetali che sono resi soliti tramite processi industriali. Il classico esempio è la margarina. È vero che i processi industriali sono cambiati e le tecniche migliorate, ma rimangono probabile cause di aumento di colesterolo cattivo, LDL. Per cui, se possibile, evitateli.

Gomma di guar: è di origine naturale, deriva da un fagiolo. Serve per dare cremosità alle salse, tipo senape e ketchup, riduce la possibilità di cristallizzazione.

Lecitina: è un derivato naturale di uova, soia, legumi. Serve ad emulsionare, ma anche è un antiossidante; è un addensante e un solubilizzante.  Numerosi sono i benefici a livello salutare della lecitina. Riduzione del colesterolo, aiuto nel recupero fisico, formazione dei liquidi biliari.







Il termine minimo di conservazione o la data di scadenza

Per quanto indichino un concetto simile, non sono la stessa cosa.
Ovvero, il termine minimo di conservazione, TMC, è la data oltre la quale sarebbe consigliato non consumare l’alimento. Non avvengono significative trasformazioni chimiche o microbiche tali da essere dannosi per l’uomo. 
La data di scadenza, invece, è più seria. È la data oltre la quale l’alimento potrebbe subire trasformazioni microbiche che potrebbero mettere a rischio la salute. 
Esempi concreti? La pasta solitamente ha un termine minimo di conservazione, il latte ha la data di scadenza.

Informazioni nutrizionali

Tutti i prodotti alimentari preimballati dovranno contenere obbligatoriamente la tabella nutrizionale con informazioni riferite a 100 gr o 100 ml. 
Ricordiamo che preimballato è quel prodotto che non è stato imballato nel luogo di vendita. Quindi esce come tale dall’industria e non viene più toccato.

Informazioni obbligatorie in etichetta:

  • Contenuto energetico in kcal o kj
  • Grassi
    •  di cui acidi grassi saturi
  • Carboidrati
    •  di cui zuccheri
  • Proteine
  • Sale

Facoltativa è l’aggiunta di altre informazioni relative a Sali minerali, vitamine, fibre, amido, acidi grassi monoinsaturi. 
La tabella nutrizionale è stata resa obbligatoria anche per tutelare la salute dei consumatori e cercare di ridurre il sovrappeso sempre più in aumento e le malattie causate da una alimentazione squilibrata. 
Certo è che se nessuno spiega come leggere e interpretare quello che c’è scritto, cosa fa bene e cosa no, tutti questi buoni propositi hanno un certo limite.

Leggibilità delle informazioni

Pensate che per legge è stata definita la grandezza del carattere con cui devono essere scritte le informazioni , lo spessore e il colore. In questo modo si vuole evitare di mettere in difficoltà il consumatore o di trarlo in inganno.

Origine e provenienza delle materie prime e dei prodotti

Il paese di origine è obbligatorio:


  • Ogni qual volta il consumatore possa essere tratto in inganno da eventuali disegni, immagini o diciture presenti sulla confezione.
  • Diventa obbligatoria per tutte le carni: avicole, suine, ovine, caprine. 
  • Direte voi che anche la carne di manzo ha la provenienza di origine. Infatti, è così, ma in quel caso c’è una normativa verticale che si occupa solo della carne di manzo. Come c’è per la carne di manzo, una normativa verticale c’è anche per altri prodotti, quali: prodotti ittici, passata di pomodoro, latte fresco.
  • Quando il paese di origine o luogo di provenienza non è lo stesso dell’ingrediente principale che costituisce quel prodotto.                      Se non sbaglio, avevo già affrontato il discorso su paese di origine e luogo di provenienza, in altre parole sul loro significato. In breve, la normativa europea non da una definizione chiara e specifica su cosa si intenda paese di origine e luogo di provenienza.                                                     Sappiamo solo che per paese di origine si intende quello in qui avviene la trasformazione sostanziale del prodotto. Per luogo di provenienza si intende qualunque luogo che non sia il paese di origine.

Quando il paese d’origine o il luogo di provenienza di un alimento è indicato e non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario, ci si può comportare in due modi:

  • si  indica anche il paese d’origine o il luogo di provenienza di tale ingrediente primario
  • si indica come diverso il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario

Sono esclusi da questa normativa i prodotti a denominazione di origine DOP e IGP e STG.

Beh, mi sembra che per oggi abbiamo detto QB. 
Ho cercato di essere il più chiara e schematica possibile, anche se l’argomento in questione non è dei più semplici.
Vi auguro una buona settimana e buona vita!