sabato 3 febbraio 2018

Le Zone Blu: 5 luoghi nel mondo in cui si vive a lungo

Le Zone Blu: 5 luoghi nel mondo in cui si vive a lungo grazie ad alimentazione, movimento e senso di comunità


Buongiorno buongiorno!

Reduce dalla lettura del libro di Valter Longo, La dieta della longevità, e dopo aver passato un po’ di giorni a meditare su quanto appreso, una cosa in particolare mi ha colpito e voglio condividere con voi.

No aspetta. Mi sono espressa male.

Di tutte le cose interessanti che ho appreso, e la mitica Ire ne è stata testimone e martire per via dei miei flussi di coscienza, una mi ha … non so nemmeno che parola usare … mi ha lasciato un tarlo in testa, ecco.

Cominciamo bene, se pensiamo che devo SCRIVERE un post e non mi vengono le parole.


Dal titolo avrete ben capito che le Zone Blu sono l’argomento che mi ha incuriosito del libro.

Avevo già letto di queste Zone Blu in giro per il mondo, ovviamente in altri libri incentrati sull’alimentazione e sulla salute.

Se non sapete di cosa sto parlando, mi sento onorata di farvi scoprire qualcosa di nuovo.

Dicesi Zone Blu, 5 parti del mondo in cui si registra una elevata presenza di centenari rispetto alla popolazione totale. In queste zone c’è una speranza di vita di molto superiore alla media mondiale.
 
Zone Blu

Dove si trovano le Zone Blu?

Italia: Sardegna zona dell’Ogliastra
Grecia: Isola di Icaria
America: California – Loma Linda
America: Costa Rica – Nicoya
Giappone: Okinawa

Perché Zone Blu?

Perché gli scienziati che hanno condotto lo studio sulla longevità nel mondo, usavano un pennarello di colore blu per indicare sulla cartina le zone rilevanti.

Che cosa accomuna le persone che vivono in queste Zone Blu?

Forse la disposizione geografica? Potrebbe essere, dato che si trovano tutte circa alla stessa altezza e sono parallele all’Equatore.

In realtà sono 6 caratteristiche comuni al modo di vivere delle popolazioni che permettono di condurre una vita lunga e in salute.

Quali sono le 6 caratteristiche della longevità?

1 La famiglia al centro di tutto: sembra infatti che essere circondati dall’affetto dei familiari, ma anche degli amici e dei vicini, sia tanto importante da guadagnarsi un posto in classifica. 
Credo che il concetto alla base sia anche più semplice, ovvero quello della semplice interazione sociale. Da non dimenticare è anche l’aspetto religioso e il senso di appartenenza ad una comunità spirituale.



2. Scarso o nullo tabagismo



3. Semivegetarianismo: la maggior parte degli alimenti consumati è di origine vegetale. Abbondano verdura, frutta, legumi, frutta secca e cereali. Non mancano latte di capra, occasionalmente pesce e il consumo di carne è veramente ridotto all’osso. 
Un altro aspetto curioso è che queste persone sono abituate a smettere di mangiare quando sono soddisfatte e NON quando sono sazie. Questo fatto l’avevo già sollevato in uno dei primi post che pubblicai. Se ve lo ricordate, complimenti, siete proprio dei fidati lettori, altrimenti ve lo linko qui
In questo modo l’introito calorico è ridotto. Ed è anche questa riduzione di calorie consumate che sembra essere un tassello importante per la longevità.



E aspetta, la cosa che blew my mind leggendo il libro, è stato capire l’effetto rigenerativo del digiuno, controllato e limitato nel tempo, per il nostro corpo e per il sistema immunitario! Mi viene ancora la pelle d’oca al pensiero di come il nostro corpo sia perfettamente pensato, e a maggior ragione dobbiamo averne grande cura.

4. Attività fisica moderata ma costante: che tradotto potrebbe significare camminare ogni giorno, per qualsiasi spostamento, usare le scale al posto dell’ascensore, portare la borsa della spesa a casa, fare giardinaggio
Così facendo passiamo molto più tempo all’aperto e a diretto contatto con la luce del sole che stimola la produzione di vitamina D. Vitamina che ormai tutti sappiamo essere carente nella maggior parte di noi, per via dei cambiamenti di stile di vita, ma che volge un ruolo importante per il sistema immunitario, la salute delle ossa e il buonumore della persona
 
Giardinaggio - Salute anziani


Sembra, infatti, che bassi livelli di vitamina D possano essere associati alla depressione.

5. Percezione di esser utili socialmente tenendosi occupati, aiutando il prossimo, interagendo con i vicini, svegliandosi ogni mattina sapendo di avere una ragione per essere al mondo. 

6. Consumo di legumi: per cui le proteine vegetali sono favorite rispetto a quelle animali.
 
Legumi


Per quanto bello e affascinante sia quello che è stato scoperto e descritto, non bisogna dimenticare:

  • l’eccezione che conferma la regola
  • il fattore C



Come sempre nella vita, c’è chi fuma e beve, mangia schifezze e arriva a 80 anni senza sapere come è fatto un ambulatorio medico. 
C’è chi mangia sano, verdura, frutta, si allena e poi all’orizzonte intravede una signora di nero vestita che giunge brandendo una falce.

La genetica è un altro fattore che decreterà il nostro successo centenario. Con i moderni studi, abbiamo scoperto che in parte possiamo andare ad influenzare l’espressione genetica e attivarla in nostro favore.

C’è chi ce li ha belli e chi meno, i geni per la longevità, su quello non possiamo fare molto.

Tutto questo sproloquio per dire che, dopo aver letto il libro, mi piacerebbe andare a visitare queste Zone Blu del mondo. Da un lato penso di arrivare lì e trovare una specie di mondo delle favole, avvolto da un’atmosfera surreale, quasi che fosse momentaneamente sospeso dalla vita di tutti i giorni. Poi magari sono normalissime zone, come Porto Marghera, dove la magia te la devi creare tu.



Spero come sempre di avervi tenuto compagnia e di avervi incuriosito a viaggiare per il mondo e con la mente.


Until next time, buona vita!

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