A quanto pare arrivo qui solo per gli anni dispari. Vedi gli ultimi 2 post di questo tipo. Post che tra parentesi ho appena riletto per mia curiosità, per vedere come ragionava il mio cervello in passato.
Guess what?
Sono le stesse cose che ho bisogno di sentirmi dire
ora, a distanza di 2 anni.
Siccome mi piacciono le menate mentali e questi
ragionamenti sopra i massimi sistemi, ci trovo onestamente gusto a mettermi a
ragionare sull’anno passato e cosa mi ha insegnato.
Anno passato, il 2025, che credo entrerà nella storia record dei miei anni per la sua intensità e complessità
It was A
LOT.
Per la piccola CriCri quest’anno è stato l’epitome dell’uscire dalla zona di comfort. È stato tutto tanto nuovo, tutto assieme, per buona parte dell’anno.
- Ad inizio 2025 mi era stato detto che per dove
sono ora, devo lavorare per me stessa, perché nessuno verrà a dirmi brava.
Ok ero preparata. Ne ero consapevole. Mi avevano avvisato.CriCri va al lavoro con l’elmetto, pronta a tutto. ⛑️
Guess what?
Per qualcuno come me per cui le parole d’affermazione sono il mio secondo love language, è stato DIFFICILE e pesante.
Questa rientra nelle unteachable lessons: quel set di esperienze che ognuno di noi deve fare e sperimentare in prima persona per poter capire la lezione.
Credo questo sia perché dobbiamo “sentire” la lezione, non basta “saperla” a livello teorico, nella nostra testa. - Sindrome dell’impostore e dismorfia della
produttività sono un buon riassunto di come ho vissuto questo 2025. Inabilità di
vedere i miei risultati e riconoscere cosa ho fatto.
Se mi fermo e guardo indietro, si mi rendo conto di cosa ho fatto, MA sto sempre a guardare cosa manca e tendo a minimizzare. - Lavorando in un posto stagionale, mi rendo conto
che a fine stagione abbiamo una “pressione” addosso che le persone in un posto
normale di lavoro non hanno. Cosa fare il prossimo anno? Rimango? Rimango a
fare lo stesso? Rimango e posso cambiare? Devo guardarmi attorno? Perché rimanere
e fare lo stesso?
Poi cominci a parlare con i colleghi, a confrontarti e a PARAGONARTI.
È la fine.
Ogni tanto mi sembra che chi lavora in uno stagionale abbia una vita diversa. Come se fosse una parentesi alla vita vera.
Perché tanto il lavoro è solo per X mesi all’anno.
Sembra che la vita vera non sia mai iniziata, che sia disponibile per noi alla fine della stagione: magari il prossimo anno quando….. guess what? La vita sta succedendo proprio ora, nella stagione. - Tendiamo a stare in una situazione che “potrebbe
essere meglio ma non mi lamento” per un periodo di tempo più lungo rispetto a quando
la situazione è proprio pessima.
Se una situazione fa schifo e la sofferenza di stare in questa situazione è alta, questo ci motiva a cambiare molto più velocemente.
Questo è conosciuto come il paradosso della regione beta.
Credo che ognuno di noi abbia una soglia di tolleranza che è individuale.
Magari lo stare nella regione beta di “potrebbe essere meglio ma non mi lamento” rientra in una di quelle unteachable lessons, per cui devi fare tutto il “viaggio” e sperimentare la situazione nella sua interezza per poi dire: che cazz ho fatto tutto questo tempo, perché non ho ascoltato gli altri e ho cambiato prima.
Ricordiamoci che il cambiamento avviene solo se siamo davvero pronti e disposti a cambiare, altrimenti possono dirci quanto vogliamo che dobbiamo cambiare, ma non lo faremo mai. - Devo ricordarmi che I am already doing enough,
devo imparare a dire di no e mettere dei paletti perché quest’anno la mia
salute mentale ne ha risentito, tanto da arrivare a darmi fastidio da sola
verso fine anno.
- Una emozione che non ero preparata ad affrontare
è voler talmente bene a qualcuno che il cuore ti fa male.
- Imparare ad accettare che stare a casa alle feste e non fare nulla, VA BENE. Stavo parlando con una mia amica, che non ha Instagram, e ha detto: “sono contenta di non avere Instagram soprattutto adesso sotto le feste perché posso solo immaginare la pressione di dover fare/andare/brigare…solo perché sono le feste” .....and i felt that.
Qui sotto alcuni preferiti del 2025, enjoy.
Canzoni:
Serie TV:
-House of Guinness, rigorosamente in lingua originale per l’accento
-Bodkin, vedi sopra: lingua originale e accento
-The Summer I Turned Pretty, si era creata hype nel mondo per questa serie Tv,
ed era come essere tornata alle superiori, ad aspettare l’episodio nuovo una
volta a settimana, per commentarlo con la tua migliore amica
Podcast:
Libri:
-Per dieci minuti, Chiara Gamberale
-Ninfee Nere, Michel Bussi
-Just for the Summer, Abby Jimenez
-Cosa che non si raccontano, Antonella Lattanzi
Until next time, take care, always,

