13 dicembre 2015

EXPO:poco food, molto effetto

L'altro giorno, facendo non ricordo quale ricerca, ha fatto pop up su un sito una pubblicità sull'Expo 2015. La cosa mi ha un po' spiazzato dato che ormai è bello che finito e dimenticato, ma mi ha fatto ripensare alla mia visita.

EXPO: nutrire il pianeta, energia per la vita.

Per una che studia scienze e cultura della gastronomia e della ristorazione è più che musica per le sue orecchie. Cibo, cultura, gastronomia, tecniche produttive, piatti tipici da assaggiare.... ditemi che anche a voi sono venute in mente tutte queste cose e che non sono stata solo io a farmi un film del genere!

Una volta entrata e dopo aver superato il dilemma " da che parte vado?", ho deciso di seguire tutto il decumano e di fermarmi solo sui padiglioni che mi colpivano dall'esterno, o perché mi incuriosiva vedere cosa aveva portato un determinato stato.






Austria: il polmone verde di Expo. Respirare aria ricca di ossigeno, fare una passeggiata immersa nel bosco dimenticando per un momento il cemento attorno.... sentire il dolce richiamo dei visitatori che urlano al telefono e raccontano di essere all'Expo...come saltarlo! Incontri ravvicinati a parte, secondo me è stata un'idea curiosa ed intrigante.

Qatar-Kuwait-Emirati Arabi: li metto assieme per ovvi motivi. A dire la verità sono quelli che mi hanno colpito di più, perché si sono paesi con molti dindini ma che affrontano un clima non proprio ameno per l'agricoltura, quindi hanno dovuto ingegnarsi per sfruttare al meglio le risorse di cui dispongono. Da loro ho imparato l'acquaponica: questo tipo di agricoltura sostenibile che sfrutta l'allevamento di pesci al fine di ottenere un ambiente simbiontico.  In un sistema di questo tipo, l'acqua delle vasche per l'allevamento di pesci viene pompata in quelle per l'agricoltura, in questo modo le piante vengono annaffiate e assorbono diverse sostanze amminiche di scarto dei pesci usandole come nutrimento. L'acqua così filtrata potrà quindi essere re immessa nelle vasche per l'allevamento dei pesci. ( il caso ha poi voluto che sulla puntata di Linea verde della settimana scorsa si parlava di acquaponica in Italia, era un segnale per scrivere questo post )
Mi è poi piaciuta la ricostruzione dei piatti tipici e la spiegazione di cosa di mangia e come sia seguendo la produzione locale, sia integrando con le importazioni. Ecco secondo me come doveva essere impostato questo Expo. Un bonus va alle ragazze che ti facevano l'henné, al signore che scriveva in arabo il tuo nome, alla disponibilità di questi a rispondere alle domande e curiosità.


tip-jarFoodschool tip: lo sapevi che la differenza di colore del "copricapo" degli uomini arabi è solo una questione estetica? Per quanto banale, dato che li ho visti solo o bianchi o solo a quadri rossi, pensavo ci fosse una differenza di fondo.

Svizzera: idea vincente quella della torre contenente sale, mele, acqua e caffè a buffet....non so quanto la gente si sia effettivamente resa conto del significato intrinseco, dato che dopo nemmeno un mese eravamo già scesi di un piano abbondante....

Marocco: thumbs up anche per questo, che ricostruendo nelle sale i diversi tipi di entroterra ha anche mostrato in che produzione si specializza ognuna: mandorle, olivi, rose, mandarini...


tip-jarRegno Unito: il suo alveare di metallo, curioso, di effetto, ma lo sapevi che..Foodschool tip: è la duplicazione di un alveare vero che esiste in Inghilterra e che è oggetto di studio e ricerca; all'interno dell'alveare di metallo si illuminavano delle lucine rosse che rappresentavano, in diretta, l'attività delle api all'interno del vero alveare? quindi per ogni ape vera, una lucina rossa si accendeva nell'alveare del padiglione!
Per concludere....se durante la vostra visita avete visto due ragazze con il naso attaccato alla parete del cluster delle spezie... beh eravamo io ed una mia amica che ci stavamo acculturando su questi piccoli gioielli! Eh si, le pareti di questo cluster erano interamente ricoperte di spezie: anice stellato, zenzero essiccato, proprio come c'erano le pareti ricoperte da piante a mostrare l'innovativa agricoltura verticale.
Fino alla prossima.... buona vita!